Wednesday, February 18, 2026

Teoria sulla motivazione

Lo psicologo Abraham Maslow pubblicò nel 1954 un saggio intitolato “Motivazione e personalità” nel quale sostiene che per l’essere umano motivazioni ed emozioni coincidono. Egli dunque ideò una gerarchizzazione elaborando la piramide dei bisogni fondamentali, ovvero le motivazioni biologiche e sociali e ordinate secondo le loro comparsa nello sviluppo della vita. Essa è composta da:

1)Bisogni fisici: essi sono i bisogni primari come l’alimentazione, idratazione, defecazione e igene

2)Bisogni di sicurezza: essi sono bisogni secondari e riguardano la ricerca della protezione e tranquillità

3)Bisogni di appartenenza e attaccamento: essi si riferiscono alla necessità umana di sentirsi parte di un gruppo sociale

4)Bisogni di stima: essi sono l’esigenza di essere riconosciuti dagli altri rispetto al proprio ruolo nel mondo ovvero una necessità di apprivazione

5)Bisogni di autorealizzazione: essi sono la capacità di realizzare un individuale soddisfacimento delle proprie aspettative 



I bisogni fondamentali (fisiologici e di sicurezza) saranno per sempre presenti nella nostra vita

La teoria pulsionale di Freud 

La pulsione, secondo Freud, è un energia interna all’organismo, correlata ai bisogni naturali, che produce l’eccitazione psichica alla base del comportamento dell’individuo. Le pulsioni hanno una origine biologica, e secondo Freud si dividono in due categorie

1)Pulsione di vita: essa è un’energia psichica detta anche ‘eros’, la quale spinge l’individuo alla ricerca e soddisfacimento dei suoi desideri

2)Pulsione di morte: esse è un’energia psichica che spinge il soggetto a fallire in ciò che desidera.

Le pulsioni hanno delle origini, mete ed oggetti

 


Il modello motivazionale alla riuscita, elaborato dallo psicologo statunitense John William Atkinson (1923–2003), sostiene che quando una persona affronta un compito è guidata da due tendenze opposte:la tendenza alla riuscita (desiderio di avere successo);la tendenza a evitare l’insuccesso (paura di fallire).La motivazione al successo dipende soprattutto:dalla fiducia nelle proprie capacità;dal giudizio sulla difficoltà del compito;dalle emozioni anticipate (orgoglio, soddisfazione oppure vergogna e senso di inadeguatezza).





Quando prevale la tendenza alla riuscita la persona si sente capace e competente sceglie compiti di media difficoltà (non troppo facili né troppo difficili);affronta le sfide con fiducia.

In questo caso prova emozioni positive come orgoglio e soddisfazione, che aumentano la motivazione e favoriscono l’elaborazione di strategie efficaci.

Quando prevale la tendenza a evitare l’insuccesso.La persona dubita delle proprie capacità sceglie compiti troppo facili (per evitare di fallire) o troppo difficili (così l’eventuale fallimento è giustificato);prova emozioni negative come vergogna e senso di inadeguatezza.

Questo atteggiamento porta spesso a ansia, demotivazione e rinuncia.

 In conclusione possiamo dire che:la condizione ideale si verifica quando c’è equilibrio tra fiducia in sé e livello di difficoltà del compito: obiettivi leggermente superiori alle proprie capacità medie stimolano l’impegno, la crescita e aumentano le probabilità di successo.

No comments:

Post a Comment

Riflessione

 "The Truman Show" è un film che fa riflettere sulla libertà e sulla realtà. Truman vive in un mondo apparentemente perfetto, ma i...